mag
29
martedì
Stanley Ho, il magnate dell’industria del gambling di Macao, ha comprato un trono risalente al regno dell’imperatore Kangxi della dinastia Qing (1662-1722), nel corso di un’asta di Christie’s tenutasi ad Hong Kong. Il pezzo è stato battuto per 13,7 milioni di dollari di Hong Kong (1,3 milioni di euro), si tratta della somma più alta mai pagata per un oggetto di quella categoria.
Ho ha gestito per quasi quarant’anni in regime di monopolio le case da gioco della ex-colonia portoghese, e questo gli è valso il soprannome di “Re di Macao”. Il monopolio è durato fino al 1999, quando il governo cinese ha consentito a magnati americani del calibro di Steve Wynn e Sheldon Adelson di entrare nel mercato. Ho comunque rimane tra persone più importanti di MAcao, la sua fortuna è stata stimata in 7 miliardi di dollari americani, e secondo Forbes è al 104esimo posto tra gli uomini più ricchi al mondo. Nelle sue 10 sale da gioco lavorano circa 10mila dei 450mila cittadini di Macao. ansa
mag
22
martedì
Ovvero: di come lo “smoking ban” britannico farà impennare i risultati economici del gioco online, conquistando allo schermo del PC le donne, i pensionati, tutti gli aficionados del bingo che alla sigaretta, però, non ci vogliono proprio rinunciare.
È quello che sta già accadendo in Galles, dove il divieto di fumo nelle sale bingo è in vigore ormai da un anno: sempre più giocatori stanno rinunciando alle sale, e alle chiacchiere con gli amici davanti a un tè e ai biscotti mentre si spulciano i numeri, per passare alle chat e alle cartelle virtuali. Perché? Ovvio, perché a casa tua, almeno per il momento, nessuno ti può impedire di fumare. Continua qui
mag
18
venerdì
L’anno scorso, in Spagna sono stati investiti nella pubblicità finalizzata al settore del gioco d’azzardo poco meno di 200 milioni di euro. Un dato in crescita rispetto all’anno precedente, con la Once e la Lotteria Nazionale a far la parte del leone, rispettivamente con 77,4 e 51,2 milioni di euro. Sono invece stati pari a oltre 33 milioni gli investimenti operati dalle agenzie di scommesse via internet, radio o televisione, una cifra 12 volte superiore a quella investita nei casinò, ai quali sono stati destinati poco più di 2,5 milioni in pubblicità.
mag
16
mercoledì
C’è chi ci va per divertirsi. Chi per sfidare la sorte. O anche chi semplicemente per assaporarne l’aria. Negli anni i casinò sono diventati un vero e proprio status symbol ma, soprattutto, un mercato in continua espansione con cifre da capogiro. La “PricewaterhouseCoopers” ha realizzato un rapporto (“Global Entertainment and Media Outlook”) che prevede che nel 2009 il mercato dei casinò raggiungerà la strabiliante cifra di 100,3 miliardi di euro, con un incremento annuo del 7,9%.
Dalla ricerca sono esclusi i casino online, mentre sono compresi sia i casinò terrestri che quelli galleggianti.
mag
13
domenica
Secondo gli analisti che si occupano di casinò online, più di 110 siti che operavano negli Stati Uniti avevano già dichiarato l’intenzione di bloccare l’accesso ai giocatori a “stelle e strisce”, intorno alla fine del mese di settembre, inizi del mese di ottobre.
La lista dei “prudenti” che circolava in quei giorni, includeva nomi noti tra gli operatori che offrono gioco e scommesse online come Sportingbet, PartyGaming, 888.com, 21.com, Casinò Tropez, InterCasinò ed Europa Casinò. Mentre negli States, quindi, alcune aziende continuavano a navigare a vista in un mare di incertezze, in attesa dell’approvazione dell’UIGEA 2006, altre avevano continuato ad accettare tranquillamente gioco e scommesse dal paese.
Insomma, due diverse interpretazioni della cosiddetta “tattica attendista”: in particolare nel secondo caso molti operatori avevano voluto verificare il reale impatto della legge nel paese per decidere, in modo definitivo, se abbandonare o meno il mercato statunitense. La normativa fruì di un periodo di inapplicazione di 270 giorni: questo consentì a banche e istituti di credito di adeguarsi, ma anche a molti operatori di continuare a lavorare. Nonostante un’ottimismo iniziale – gli analisti del settore, infatti, stimarono all’epoca che l’85-90% dei siti aveva intenzione di continuare ad ammettere giocatori statunitensi – nel corso dei mesi i maggiori colossi del settore chiusero la porte al mercato statunitense.
mag
11
venerdì
E’ stata approvata dal Parlamento di Papua Nuova Guinea, arcipelago nell’oceano pacifico in passato sotto il dominio britannico, una legge che permetterà il gioco in ogni sua forma, dalle lotterie ai casino’ on line.
In particolare, la legislazione approvata nei giorni scorsi consentirà l’apertura di una casa da gioco in ciascuna delle 20 province del paese, che potrà operare con una licenza di dieci anni.
Il primo ministro Michael Somare ha dichiarato che “i casinò contribuiranno in modo sostanziale all’economia della nazione, creando lavoro, attraendo investimenti e generando entrate tributarie”. Le imposte sul settore dei giochi saranno pari al 20% degli introiti lordi, mentre un ulteriore 5% andrà a beneficio delle comunità locali.
mag
11
venerdì
E’ iniziata la costruzione del Vietnam Casino City, il primo casinò extra lusso del Vietnam, che conterà su ben cinque strutture che racchiuderanno altrettante case da gioco in stile Las Vegas, oltre ad altri spazi di intrattenimento, tra cui anche campi da golf. Il complesso sorgerà a Vung Tau, nel sudest del paese, e gli investimenti toccheranno i 4 miliardi di dollari.
mag
11
venerdì
Il notevole trend di crescita dei proventi e i contestuali interventi di marcata razionalizzazione, profondo recupero d’efficienza e attento contenimento dei costi iniziati a agosto 2006 e proseguiti nel 2007, hanno consentito alla società Casinò Municipale di Campione d’Italia S.p.A. di realizzare un utile netto di circa 1 milione di Euro.
Dopo oltre due anni di forti perdite, il casinò di Campione torna a produrre profitti.
Rispetto al primo trimestre del 2006 che aveva chiuso con una perdita di oltre 2 milioni di Euro, il miglioramento del risultato economico è nettissimo: oltre 3 milioni di Euro.
Il primo trimestre 2007 ha fortemente beneficiato dei profondi interventi di razionalizzazione e contenimento dei costi posti in essere già a partire dal mese di agosto 2006 e potenziati nei mesi a seguire. Gli interventi sono stati profondi e incisivi e hanno consentito di razionalizzare le attività, recuperare efficienza, eliminare le spese improduttive e rinegoziare al ribasso le condizioni contrattuali in essere.
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