
Le tasse a Las Vegas colpiscono gioco d’azzardo e prostituzione
I politici del Nevada hanno già discusso la riduzione dell’età legale per il gioco d’azzardo come via possibile per aumentare le entrate dello stato. Ora alcuni leader di Las Vegas potrebbero pensare anche a legalizzare la prostituzione della Contea di Clark.
Alle prostitute è già concesso di svolgere la loro attività in alcune contee del Nevada, ma non a Clark, la contea di Las Vegas, dove si trovano il maggior numero di casinò e di turisti. Ora il Las Vegas Sun riferisce che il Senatore Bob Coffin vuole tassare i bordelli che sono già legali, come anche consentire la prostituzione a Las Vegas.
Alcuni sondaggi mostrano che i residenti sarebbero più favorevoli alla prostituzione legale che all’abbassamento dell’età per il gioco d’azzardo. Ma molti casinò preferirebbero la seconda opzione. Steve Wynn, dei Wynn Resorts si oppone fortemente alla legalizzazione della prostituzione. Wynn è noto per aver buttato fuori dai suoi locali sospette prostitute. Ma forse voleva solo riservare le ragazze per i forti scommettitori. Dopo tutto, Joe Francis del Girls Gone Wild accusò Wynn di utilizzare prostitute e drink per fargli scommettere molto più del suo budget.
Coffin ha toccato un punto caldo: la prostituzione è già una realtà a Las Vegas. L’unica differenza è che lo Stato otterrebbe la sua fetta. Il sindaco di Las Vegas Oscar Goodman spinge per la legalizzazione della prostituzione sia per aumentare le entrate che per proteggere i clienti. Come accade per il gioco online, la prostituzione esiste, la questione è se lo stato può renderla sicura. A parte tutto, quale ruolo si adatterebbe di più ai politici se non quello di “papponi” autorizzati?



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