nov
08
giovedì

Il ministro francese fa sapere di avere una posizione molto ferma per quanto riguarda le scommesse online.
La Francia è molto ferma per quanto riguarda le norme che regolano il gioco d’azzardo online, ma può tenere un occhio di riguardo per il monopolio delle corse dei cavalli, ha fatto sapere il ministro Eric Woerth in un’intervista pubblicata martedì. Continua qui
lug
02
lunedì
Un casinò da £3.5 m ha aperto a Blackpool, pochi mesi dopo che il progetto per il supercasinò era stato rifiutato.
Coloro dietro la proposta credevano che il progetto fosse stato vitale nel ristorare il futuro della città, visto che durante gli anni passati il numero dei visitatori era sceso di milioni. Ma i “peers” avevano rifiutato la legge dei giochi d’azzardo che favoreggiava la decisione di costruire un super-casinò a Manchester lo scorso marzo. Continua qui
mag
13
domenica
Secondo gli analisti che si occupano di casinò online, più di 110 siti che operavano negli Stati Uniti avevano già dichiarato l’intenzione di bloccare l’accesso ai giocatori a “stelle e strisce”, intorno alla fine del mese di settembre, inizi del mese di ottobre.
La lista dei “prudenti” che circolava in quei giorni, includeva nomi noti tra gli operatori che offrono gioco e scommesse online come Sportingbet, PartyGaming, 888.com, 21.com, Casinò Tropez, InterCasinò ed Europa Casinò. Mentre negli States, quindi, alcune aziende continuavano a navigare a vista in un mare di incertezze, in attesa dell’approvazione dell’UIGEA 2006, altre avevano continuato ad accettare tranquillamente gioco e scommesse dal paese.
Insomma, due diverse interpretazioni della cosiddetta “tattica attendista”: in particolare nel secondo caso molti operatori avevano voluto verificare il reale impatto della legge nel paese per decidere, in modo definitivo, se abbandonare o meno il mercato statunitense. La normativa fruì di un periodo di inapplicazione di 270 giorni: questo consentì a banche e istituti di credito di adeguarsi, ma anche a molti operatori di continuare a lavorare. Nonostante un’ottimismo iniziale – gli analisti del settore, infatti, stimarono all’epoca che l’85-90% dei siti aveva intenzione di continuare ad ammettere giocatori statunitensi – nel corso dei mesi i maggiori colossi del settore chiusero la porte al mercato statunitense.
mag
11
venerdì
E’ stata approvata dal Parlamento di Papua Nuova Guinea, arcipelago nell’oceano pacifico in passato sotto il dominio britannico, una legge che permetterà il gioco in ogni sua forma, dalle lotterie ai casino’ on line.
In particolare, la legislazione approvata nei giorni scorsi consentirà l’apertura di una casa da gioco in ciascuna delle 20 province del paese, che potrà operare con una licenza di dieci anni.
Il primo ministro Michael Somare ha dichiarato che “i casinò contribuiranno in modo sostanziale all’economia della nazione, creando lavoro, attraendo investimenti e generando entrate tributarie”. Le imposte sul settore dei giochi saranno pari al 20% degli introiti lordi, mentre un ulteriore 5% andrà a beneficio delle comunità locali.